martedì, settembre 13, 2005
10 Settembre 2005
CampoVolo di Reggio Emilia
"Double L" : Luciano Ligabue...
Concerto da Guinness, duecentomila testoline rapite dal rock del grande Liga.
Io?!? Io ero una di quelle...
E...
HO PERSO LE PAROLE.
...Il Giorno Dei Giorni...
sabato, agosto 27, 2005
... Seduta su una panchina in legno, rannicchiata nell'angolo estremo del mondo, a guardare la gente che passa e ripassa, di fretta, tranquillamente, in bicicletta, seduta nella Jaguar nuova...
Soffermarsi su qualcheduno in particolare, è inevitabile.
Lei, mora, alta, sguardo basso, borsetta stretta sotto il braccio. Il rumore delle sue scarpette da ginnastica sul marciapiede affollato, rapido.
Si ferma davanti ad un portone, guardandosi intorno più volte, a destra e a sinistra, meccanicamente, come quegli uccellini in legno che picchiano sulla base di uno di quei giocattoli che trovi solo nei negozietti agli angoli delle strade, pieni di polvere e di vita.
Allunga una mano verso il citofono di quel palazzone che la fa sentire piccola, quasi insignificante, fermandosi poi. Un altro accenno, ed un altro STOP. E continuiamo così per una decina di volte.
"Fallo... Citofona... Sali quei gradini, arriva al terzo piano, apri la porta che lui ti ha appositamente lasciato socchiusa, scivola dentro... Diglielo, che sei incinta. Diglielo."
Uno scatto, come una secchiata di acqua fredda che ti risveglia da un sogno, come un pizzico dopo un incubo...
Ma cosa diavolo sto dicendo?!
IN OGNI ATOMO - NEGRITA
Hai le carte e passi
giocati i tuoi assi
punta pure cio' che hai
pensi troppo a cosa fai
perche' a quelli come noi
serve spazio ed aria sai
troppo poco quel che c'e'
troppo poco anche per te
Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo
Maledetti fragili
che si fanno scrupoli
che si sciupano da se
siamo vuoti a perdere
Ma stavolta e' colpa tua
prendi al volo e metti via
che di donne come te
lascia stare non ce ne'e'
Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo
Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo
Hai le carte e passi
giocati i tuoi assi
in due il rischio e' minimo
siamo in condominio
Che chi mangia polvere
lascia i denti mordere
perche' quelli come noi
non li schiacceranno mai
e se ti abbandonerai
io ti curero'
Medicine come noi
non le inventeranno mai
siamo soci
I'll give you all my love
Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo...
venerdì, luglio 01, 2005
SI sta stretti, qui dentro. E' buio, e sembro avvolto in una sorta di gelatina TuttiGusti trasparente e melmosa.
Ogni tanto dò qualche calcio nel vuoto, per vedere se sia ancora tutto lì, come l'avevo lasciato prima di addormentarmi. Qualcuno dalle parti alte sembra urlare, ma ai miei orecchi non arriva altro che un sibilo quasi impercettibile.
Sono mesi che sono chiuso qui dentro. Così tanto tempo che lo starmene rannicchiato a rigirarmi nel vuoto come un astronauta sulla Luna non mi crea più tanti problemi.
All'inizio questo posto sembrava addirittura troppo spazioso, per un esserino piccolo come me. Senza uno spigolo, senza un angolo dove potermi rifugiare dopo aver fatto qualcosa di sbagliato.
Ma poi, con il passare del tempo, si è tutto rimpicciolito. Ho persino paura di rompere questa Marmellata che mi avvolge, cerco di muovermi il meno possibile. Anche perchè adesso le urla si sentono sempre più alte.
Qui giù arrivano molte informazioni, urlate o sussurrate da voci diverse le une dalle altre.
Una volta ho sentito dire che quando sei nato non puoi più nasconderti, e da allora è entrata dentro di me una sorta di terrore per quello che mi aspetta fuori.
Non voglio più uscire di qui. Non voglio.
So che Lei mi aspetta. Ogni tanto mi parla, mi mormora parole dolci, dice che non vede l'ora di vedermi, di stringermi tra le braccia. Lei mi vuole bene. Lo so. Anche se non l'ho mai vista.
Spesso, quando non ho nient'altro a cui pensare, mi capita di fantasticare su come può essere, Lei: a volte l'immagino bassa, con qualche chilo di troppo, con mani grosse e forti pronte a sorreggermi ogni volta che ne sento il bisogno. Altre volte, la disegno nella mia mente giovane, poco più di un'adolescente, gracile ma bellissima, mora, con due stupendi occhi verdi che mi fissano quando sto per addormentarmi.
E' strano, penso di essermi innamorato di Lei: si fa sentire sempre più spesso, a volte piange, altre volte ride di gioia, altre volte la sento sospirare piano, pensierosa.
La prima donna che abbia mai amato.
No....NO.... Non farlo!
Non voglio uscire di qui, non spingere... Ti prego...
Ho delle fitte dappertutto, come se grosse lame mi passassero attraverso ad ogni spinta...
Vedo una luce, non riesco più a tenere gli occhi aperti... Scivolo giù spinto da una forza incontrollabile...Cerco di ribellarmi...
Vorrei starmene lì a ciondolare nel vuoto un altro pò...Vorrei sentire di nuovo cosa si prova a vorticare nel vuoto, in piena assenza di gravità... Ma non posso farlo.
Eccomi, mamma.
Eccomi nato.
Sai cosa farò da grande, mamma?!
...L'astronauta...

martedì, giugno 07, 2005
Qualcuno, su questa Terra, è convinto che dopo la morte la nostra anima vivrà un'altra vita, in un altro corpo, sotto un altro aspetto.
Magari per noi sarà la seconda, magari ne avremo già passate a dozzine, e ci ricorderemo solo qualche spruzzo, che magari rivedremo più volte.
Quel genere di ricordo che molti chiamano Déja Vu, per intenderci.
Ci ritroveremo a pisciare sui pali della luce, o a rotolarci nel fango, o a guardare il mondo dalla nostra barriera corallina... Ma in qualunque caso, vivremo la nostra vita nella semplice e dolce attesa che passi un altro giorno.
Come burattini, appesi ad un filo, desiderosi dal momento del risveglio alla tarda sera di riuscire a sopravvivere per altre ventiquattr'ore.
Disillusi, insoddisfatti, consapevoli che i giorni futuri saranno tutti impercettibilmente uguali a quelli passati.
Qualcuno l' ha capito troppo tardi, quando era già lì sul suo letto caldo ad aspettare di conoscere l' "altra vita".
IO NO.
Vivrò ogni mia vita come se fosse l'ultima.
...Ma senza fili, questa volta...
domenica, maggio 29, 2005
...Tranquillità... Epicurea tranquillità mista a confusione cronica...
P. C. D. P. T.
Le iniziali del soprannome più assurdo che la mia mente confusionaria abbia mai partorito... Ed in un periodo di tempo limitatissimo.
Una settimana di indicibile placidità, di spruzzi d'amore gettati a destra ed a manca... Fino a comprimersi in un'unico essere. Un unico ominide, dolcissimo come troppa Nutella spalmata su poco pane. Con l'unica differenza che il P. C. D. P. T. non mi ha ancora dato il disgusto...
...E credo non lo farà mai...
giovedì, aprile 28, 2005
Quant'è che è durata?! Tredici giorni?!
INCREDIBILE!!
Ebbene si, è finita anche questa... Un altro strappo a quel filo che avevo di nuovo teso. Stavolta meglio delle altre. Un altro scombussolamento nel nastro del film della mia vita. Un altro pezzo di esistenza nel completo scazzo.
Sabato pomeriggio, sul display del cellulare arriva lui: un nuovo messaggio. QUEL nuovo messaggio. Che poi tanto nuovo non è. L'ho già letto e riletto tante volte, perchè la fantasia di questi uomini di oggi è davvero ai minimi storici. Le solite cose... "Non mi trovo più bene con te come una volta..." "Tanto vale lasciarci..." "Non vale la pena continuare a stare insieme..."
(No, no... Non piangere... In fondo te l'aspettavi... Respira... Stai tranquilla...
Ma che diavolo fai?!? Asciuga quella lacrima!! Non così... Non davanti a tua madre!!)
Eh no, non può farmelo di nuovo... Devo parlare con qualcuno... Datemi un telefono... Datemi telegrafo, un piccione viaggiatore... QUALUNQUE COSA!!!
(Arturo... Ecco chi puoi chiamare...)
...
(Aspetta un attimo... Ragioniamo... Il viaggio con l'Istituto... I sei giorni in Sicilia... E cosa si fa in gita?!)
...Ci si diverte!
(Esatto... E qual'è l'unico modo con cui il 99,9% dei ragazzi di oggi si diverte?!)
...
(Esatto, ti ho sentita. Ho visto che qualcosa è passato in quel cervellino bruciato... Fermati, torna indietro. Stop. Cosa vedi??!...)
"Artù, non è che in gita ha fatto qualcosa che io non so...?"
"Ehm...Veramente... Ha conosciuto una ragazza...Ma..."
"Lascia stare... Ti chiamo fra un pò..."
(E che fai, adesso?! Cos'è quel numero? Fermati, per l'amor di Dio........!!!!!!Non lo chiamare! Non lo chiamare!)
"Pronto..."
...................................
D'OH!!
mercoledì, aprile 13, 2005
Serata di luna coperta, giusto qualche strascico di luce rubata alla stella più grande delle altre... che cade giusto sopra il garage. Quel garage.
Io, e lui. Lui, quello di cui ho parlato tempo fa. Molto tempo fa. Forse troppo. Avrei dovuto immaginarlo che avrei di nuovo parlato di lui. Che ci sarebbe stato ancora lui a confondermi ulteriormente le idee.
Stiamo abbracciati, nulla di più. Le luci sono accese e qualcuno sta trafugando gli ultimi pezzi di tre metri di pizza che gli altro hanno divorato con un'eleganza da Galateo letto al contrario.
Non riesco a voltarmi in tempo per memorizzare il volto di quella faccia che, con un ghigno malefico e pieno di cattive intenzioni, spegne la luce al neon bianca.
....IL BUIO....
"Allora... di cosa stavamo parlando?!" (ok ok, Renata...Proprio a dire che non avevi nient'altro di intelligente da dire... Dillo: ...Sei un imbecille...)
"Non so..." (risposta intelligente a domanda deficente... Sta girando male, troppo male...)
"Beh....basino..." (Ma che cazzo dici?! Dico, sei scema?! E poi lo sai che quella voce da bimbo con le adenoidi infiammate gli dà fastidio... La guancia, la guancia... Girala come un semplice bacio sulla guancia!)
"come vuoi... SSSSSSMUACK!" (carino...Sembrava che mi stesse per risucchiare la guanciotta, ma carino...)
"E adesso che si fa?!" (Brava deficente: ora ti sei girata e te lo sei ritrovata a distanza quasi nulla... Vicino... Vicinissimo... Per la serie OSCT (Ora Sono Cazzi Tuoi...) )
(...Quei pochi millimetri che ci dividono si stanno riducendo vertiginosamente... Dai, Renata, non lasciarti andare... Pensa a quello che ti ha fatto...) Posso...?! ( Digli di NO.... Digli di NO!!)
"Ehm...Come vuoi..." (SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSBANG!)
...Qualche giorno dopo...
Mezzogiorno di pioggia, tutti sotto un balconcino per ripararci dalle goccioline che tentennano fastidiosamente sul terreno infrangendosi come bicchieri di cristallo.
Io, e lui. Lo stesso di prima.
"Sono confusa...Dimmi un pò...Ma, io e te... Insomma... Noi... Stiamo di nuovo insieme?!?" (Certo, certo... Inizia anche ad incartarti con le parole, che già è magnifico, il casino che hai combinato l'altra sera...)
"Secondo te?!" (Cos'è questa finta voce suadente?... Ti sta prendendo in giro?!)
"Non lo so... Forse..." (E adesso? Morsa la lingua, sbirulì?! ...Dì qualcosa, per l'amor di Dio!)
"Raga...! Comunque quella lì di stamattina era..." (ma chi è?...Ah, Carmine...C'era da immaginarselo... Adesso attacchiamo il discorso senza capo nè coda ormai rito giornaliero...)
"Comunque... Si... Penso di si..." (Che fai, glielo mormori in un orecchio? E se non ha capito?! E se non ha sentito nemmeno?!)
"E non sbagli..." (Bella risposta... Complimenti...! Tutto questo tempo per dirmi un SI?! Ma quest'umanità si diverte davvero così tanto a farmi venire questi spasmi?!)
Beh, ballerini... Non c'è una morale, in questa storia... Anche se forse qualcuno di voi se l'aspettava... Solo, un consiglio da amica...
DIFFIDATE DELLE VOCI DEL VOSTRO GRILLO PARLANTE.
giorno 09 aprile 2005
Sono tante le cose su cui non andiamo d'accordo... C'ho provato, a non far caso a tutti questi piccoli difetti che hai. Ma ci sto male da cani.
Ricordi quando ti ho chiesto di cambiare un pò per me, perchè avevo bisogno di una persona più dolce, divertente, disposta a parlare di tutto?
Beh, no. Non l'hai fatto.
Ed hai fatto bene. Benissimo.
Non devi cambiare per una persona come me. Che alla fine non vale nulla, nella tua vita. Anche se magari entrambi ci siamo illusi del contrario.
Potrei chiudere un occhio, su tutte queste piccolezze. Ma non ci riesco. Sono troppe.
Ed io ho solo due occhi.
E mi basta semplicemente chiudere il secondo...
PER NON VEDERE PIU' NULLA.
venerdì, marzo 25, 2005
Avevo quindici anni, compiuti da poco, la prima volta che ho aperto gli occhi su questo mondo.
Avevo quindici anni quando, cambiando per una volta il modo di vestire, mi sono ritrovata dei pensionati passare in macchina e fischiare.
Avevo quindici anni e già avevo capito molte cose di questa vita.
Avevo quindici anni e non ce la facevo più ad annegare in questo mare nero ed inquinato.
Avevo quindici anni quando ho visto la droga, il sesso, le risse.
Avevo quindici anni e schifavo tutto.
Avevo quindici anni ed ho trovato delle persone in grado di sorprendermi.
Avevo quindici anni quando mi sono ritrovata, senza sapere come, in quell'edificio abbandonato.
Avevo quindici anni e ho imparato cosa significa odiare.
...Avevo quindici anni la prima volta che sono morta...